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Trieste è quasi perfetta, per l'OriOra il campionato riparte con una sconfitta

Pubblicato in Prima Squadra - Domenica 3 Marzo 2019

Pistoia gioca una partita tosta per tre quarti, poi subisce il break decisivo all'inizio dell'ultimo periodo: finisce 90-77 per gli ospiti

La rinnovata OriOra cede per 77-90 al cospetto di una Trieste pressoché perfetta, pagando, specie nella seconda parte di gara, la mancanza di affiatamento e condizione. 

Partiti bene (10-2 dopo 3 minuti), i biancorossi hanno subito il rientro dei giuliani nel primo quarto, ma (nonostante qualche palla persa di troppo) sono stati bravi a limitare i danni nel secondo, nonostante la serata di grazia di una Trieste apparsa in condizioni smaglianti, con Wright e Peric sugli scudi. Il 36-40 di metà gara racconta infatti di una partita assolutamente aperta, con un'OriOra che, seppur a ranghi completi solo dalla giornata di giovedì, ha provato a ribattere colpo su colpo agli affondi ospiti, soprattutto grazie a un subito positivo Mitchell e a un Peak continuo e preciso.

Trieste ha provato a cambiare marcia nel terzo periodo, trovando punti importanti da tutti gli effettivi: saliti subito a +8 (38-46 al 23'), i giuliani sono arrivati ad avere anche undici lunghezze di vantaggio (45-56 al 25'), prima di subire il generoso rientro di Pistoia. I ragazzi di coach Ramagli sono stati bravi a ricucire (53-58 al 27'), tornando addirittura a -2 (canestro da sotto di Crosariol), prima che l'arresto e tiro di Fernandez fissasse il punteggio, allo scadere del 30' sul 61-65.

La svolta della partita è arrivata nei primi minuti del quarto periodo, quando otto punti di Cavaliero e tre di Peric hanno scavato il solco di 10 punti (66-76 al 34') che la OriOra non è più stato in grado di colmare. La tripla di Strautins (70-81) e la successiva persa di Odum hanno di fatto scritto la parola "fine" al match: negli ultimi quattro minuti a Trieste basta semplicemente gestire, mentre Pistoia non ha più la forza di reagire. Si chiude quindi con la meritata festa della squadra di coach Dalmasson, mentre Della Rosa e compagni vengono chiamati sotto la curva ed escono comunque fra gli applausi convinti dei 3000 del PalaCarrara.